Macro: ciclo, tassi e rotazione
Lo sfondo macro muove interi mercati, più di qualunque singolo grafico. Tassi d'interesse, inflazione e crescita segnano la marea che alza o affonda tutte le barche. Non si tratta di prevederla, ma di posizionarsi: sapere in che fase del ciclo siamo e cosa di solito funziona in quella fase.
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Che cos'è l'analisi macro
La fotografia dall'alto: tassi, inflazione, crescita e occupazione. Non ti dice quale azione comprare, ti dice l'AMBIENTE — di appetito per il rischio (risk-on) o di fuga verso la sicurezza (risk-off). Quando la marea cambia, le correlazioni schizzano ed essere dal lato giusto del ciclo conta più che scegliere l'azione perfetta.
Il ciclo economico
L'economia respira in 4 fasi: espansione (cresce, si crea occupazione, salgono gli utili) → picco (surriscaldamento, inflazione, tassi alti) → recessione (si contrae, licenziamenti, calano gli utili) → ripresa (tocca il fondo, si abbassano i tassi, primi germogli). Chiave: la borsa si muove in anticipo sull'economia — sconta la fase successiva, non quella attuale.
I tassi di interesse (la manopola dell'economia)
Il tasso ufficiale della banca centrale è la manopola principale. Abbassare i tassi = denaro a buon mercato, stimola la crescita e spinge gli asset di rischio; alzarli = denaro caro, raffredda l'inflazione e mette pressione su azioni e obbligazioni. 'Non combattere la Fed': la DIREZIONE dei tassi determina se hai il vento a favore o contro.
La curva dei tassi
Disegna i rendimenti del debito pubblico dal breve termine (3 mesi, 2 anni) al lungo (10, 30 anni). Normalmente sale: più lunga è la scadenza, maggiore il rendimento — segno di un'economia sana. Quando si appiattisce o scende (si inverte), il mercato sta scontando tagli dei tassi: un avviso che la crescita sta rallentando.
L'inversione della curva = segnale di recessione n.1
Quando i tassi a breve superano quelli a lungo (il differenziale 10 anni − 2 anni diventa negativo), ha preceduto quasi tutte le recessioni statunitensi degli ultimi 50 anni, di solito con 6-18 mesi di anticipo. Non serve per cronometrare l'ingresso, ma è l'allarme macro più rumoroso che esista. Curiosamente, la recessione tende a iniziare quando la curva torna a normalizzarsi.
Settori ciclici vs difensivi
I ciclici (tecnologia, industria, consumi discrezionali, banche) volano nell'espansione e affondano nella recessione — cavalcano il ciclo. I difensivi (utility, sanità, beni di prima necessità) reggono nelle discese perché la gente continua a pagare la bolletta, a prendere le medicine e a mangiare. Sapere chi è chi ti dice dove si rifugia il denaro nella paura e dove corre nell'avidità.
La rotazione settoriale
Man mano che il ciclo gira, la leadership ruota: ripresa iniziale → banche, tecnologia e consumi discrezionali; piena espansione → industria e materiali; fase finale/picco → energia e materie prime; recessione → difensivi. È l'"orologio settoriale". Il denaro grande ruota PRIMA della svolta, quindi osservare quali settori guidano ti suggerisce in che fase il mercato crede di essere.
Indicatori anticipatori vs ritardati
Gli anticipatori girano PRIMA dell'economia: PMI/ISM, la curva dei tassi stessa, i permessi edilizi, i nuovi ordini e la borsa stessa. I ritardati confermano DOPO: disoccupazione, PIL, utili già pubblicati. Per anticipare guarda gli anticipatori; quando il PIL o la disoccupazione confermano la recessione, il mercato di solito si è già mosso mesi prima.
Il ritardo della politica monetaria
Fra il momento in cui una banca centrale muove i tassi e quello in cui la mossa raggiunge l'economia reale passa un tempo lungo e variabile: i crediti già firmati si rinnovano con i loro ritmi, i mutui a tasso fisso non se ne accorgono fino alla scadenza e le imprese aggiustano gli investimenti in ritardo. Per l'operatore la conseguenza è che i dati che escono oggi descrivono l'effetto di decisioni prese trimestri fa, non dell'ultima riunione. Per questo il mercato non prezza il tasso di oggi ma la traiettoria attesa, ed è dai cambiamenti di quella traiettoria, non dal livello, che arrivano le sorprese.