Analisi Fondamentale
Analizzare i fattori economici che guidano i movimenti di lungo periodo del mercato
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Crescita del PIL
Il PIL misura tutto ciò che un Paese produce in un trimestre: è il termometro dell'economia. Se cresce più del previsto, la valuta tende a salire (economia forte → possibili tassi alti); se delude, scende. A muovere il mercato non è il dato in sé, ma la sorpresa rispetto alle attese.
Inflazione CPI
Il CPI misura l'inflazione: quanto salgono i prezzi al consumo. È tra i dati che muovono di più il mercato, perché le banche centrali alzano i tassi per frenare l'inflazione alta. CPI sopra le attese → tassi più alti → valuta forte ma borsa nervosa. Si osserva il dato 'core' (senza energia né alimentari).
Tassi di Interesse
Il tasso di interesse fissato dalla banca centrale è il prezzo del denaro e il driver n.1 delle valute. Tassi più alti attirano capitale estero e rafforzano la valuta, ma raffreddano l'economia e di solito pesano sull'azionario. Non conta solo la decisione, ma il 'tono' (hawkish/dovish) sui mesi successivi.
NFP
I Non-Farm Payrolls (NFP) sono il rapporto sull'occupazione USA che esce il primo venerdì del mese: il dato macro più seguito al mondo. Genera picchi di volatilità enormi su dollaro, oro e indici nel primo minuto. Regola per i novizi: non avere posizioni aperte poco prima; lo spread schizza e il prezzo salta.
Disoccupazione
Il tasso di disoccupazione misura la % di persone senza lavoro che ne cercano uno. Meno disoccupazione = economia forte = pressione al rialzo su tassi e valuta. Si legge insieme all'NFP e ai salari: un mercato del lavoro 'caldo' preoccupa per l'inflazione. Come per ogni dato macro, a muovere il prezzo è lo scarto rispetto alle attese.
Come Usarlo
Il calendario economico elenca quali dati escono, a che ora e con quale impatto atteso. Usalo al contrario di come pensi: non per 'indovinare' la reazione, ma per sapere QUANDO non operare. Ogni mattina guarda gli eventi ad alto impatto della giornata ed evita di aprire posizioni nei minuti precedenti a un dato rosso.
Livelli di Impatto
Gli eventi sono marcati per impatto: rosso (alto: tassi, CPI, NFP), arancione (medio) e giallo (basso). Quelli rossi possono muovere il mercato di centinaia di punti in pochi secondi, con spread molto ampi e slippage. Per un principiante, la cosa sensata è aspettare che il dato passi e operare la reazione, non la lotteria del numero.
La sorpresa, non il dato
Il mercato ha già prezzato ciò che ci si attende: a muovere la quotazione non è il dato in sé ma la sua distanza dal consenso. Un IPC al 3 % è rialzista o ribassista a seconda che ci si attendesse il 2,8 % o il 3,2 %. Per questo un calendario utile pubblica tre colonne — precedente, consenso ed effettivo — e non solo la cifra. Due aspetti trascurati: la revisione del dato precedente può pesare più della nuova pubblicazione, e quando la banca centrale è al centro della narrazione il mercato reagisce a ciò che il dato implica per la sua prossima decisione, non al dato.
Rapporto P/E
Il P/E (Prezzo/Utile) dice quanti anni di utili attuali paghi per l'azione. Un P/E di 15 è 'normale'; 40+ significa che il mercato si aspetta molta crescita (caro e fragile se delude); molto basso può essere un affare… o un'azienda nei guai. Ha senso solo confrontandolo con il settore e con la sua storia.
EPS
L'EPS (Utile Per Azione) è l'utile dell'azienda diviso per le sue azioni: quanto guadagna per ogni titolo. È la cifra che le borse guardano di più ogni trimestre; se supera le attese, l'azione tende a salire. Ciò che conta è la tendenza (cresce ogni anno?) e la sorpresa rispetto a quanto si aspettavano gli analisti.
Crescita dei Ricavi
La crescita dei ricavi misura quanto aumentano le vendite anno su anno. È il segnale più pulito che un business si stia davvero espandendo, soprattutto nelle aziende giovani che ancora non fanno utili. Vendite che accelerano = momentum; vendite ferme = allarme, anche se l'utile regge grazie ai tagli dei costi.
Dividendi
Il dividendo è la parte di utile che l'azienda distribuisce in contanti agli azionisti, di solito ogni trimestre. Il 'rendimento da dividendo' (dividendo/prezzo) ti dice quanto incassi all'anno. Attraente per investire nel lungo periodo e vivere di rendita, ma attenzione: un dividendo altissimo a volte nasconde un'azienda in declino.